Quand'ero bambina, prima di andare a dormire, sceglievo con cura i peluche con cui dividere il letto; ed ogni volta, puntualmente, mi spiaceva per tutti e allora il mio lettino diventava un negozio di giocattoli. C'era sempre spazio per orsacchiotti, cani, gatti e conigli di pezza; e sempre meno per me.
Mi piaceva così. Non lo facevo per paura del buio, ma proprio perché mi sarei sentita in colpa. Sono cresciuta in questo modo.
Sono sempre stata molto selettiva nei rapporti. Ho imparato tanto da molti, ma sono poche le persone che, poi, mi sono tenuta vicino. [...] non potrò salvare il mondo, tutte le volte che mi arrabbio quando qualcosa è ingiusto, quando metto due pacchetti di fazzoletti in borsa perché "se qualcuno piange" possono servire. [...] Col tempo ho imparato che quando qualcosa non va come avrei voluto, aggiungo un mattoncino in più alle cose che ho capito, che quando qualcuno mi delude, evidentemente, non era la persona che io credevo potesse essere, e allora perché star male per qualcuno che ho idealizzato? Non avrebbe senso. Ho imparato che le delusioni ispessiscono il guscio, ma dentro al guscio mi sento protetta; che in qualche posto, da qualche parte, c'è sicuramente qualcuno ch'è simile a noi "creature col guscio" ma ha paura almeno quanta ne abbiamo noi. Per questo, ogni tanto, ci spogliamo della corazza e ci tuffiamo senza trattenere il fiato: per farci trovare. E non importa quanto tempo impiegheremo, l'importante è metterci sempre il cuore. Prima o poi, quel che ci spetta, ci troverà.


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